{"id":6704,"date":"2026-06-11T16:25:17","date_gmt":"2026-06-11T12:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ambjerevan.esteri.it\/?p=6704"},"modified":"2026-06-12T16:25:41","modified_gmt":"2026-06-12T12:25:41","slug":"lambasciatore-ferranti-in-visita-alla-missione-archeologica-italo-armena-sullaltopiano-di-shamiram-aragatsotn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambjerevan.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2026\/06\/lambasciatore-ferranti-in-visita-alla-missione-archeologica-italo-armena-sullaltopiano-di-shamiram-aragatsotn\/","title":{"rendered":"L\u2019Ambasciatore Ferranti in visita alla missione archeologica italo-armena sull\u2019Altopiano di Shamiram, Aragatsotn"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 giugno, l\u2019Ambasciatore Alessandro Ferranti si \u00e8 recato in visita presso il sito archeologico del complesso fortificato di Shamiram e della sua necropoli, tra il monte Ararat e il monte Aragats, nella regione armena di Aragatsotn.<br \/>\nLe attivit\u00e0 di ricerca e gli scavi sono condotti congiuntamente da archeologi italiani e armeni, grazie al co-finanziamento dell\u2019ISMEO e dell\u2019Istituto di Archeologia ed Etnografia, dell\u2019Accademia delle Scienze della Repubblica di Armenia, con il patrocinio ed il co-finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<br \/>\nIl team degli archeologi italiani opera sotto la guida del Professor Roberto Dan dell\u2019ISMEO, specialista dell\u2019archeologia di Urartu e del Caucaso meridionale.<br \/>\nAlcuni scavi precedenti, in gran parte rimasti inediti, avevano evidenziato la complessit\u00e0 storica nell\u2019area, elementi che la missione italiana si impegna, dal 2024, ad approfondire ed integrare.<br \/>\nL\u2019altopiano ospita un\u2019antica area abitata, strategicamente posizionata tra due profonde gole, e protetta da sei linee di fortificazione, ognuna risalente ad una diversa epoca. La datazione dell\u2019intero sito si estende dalla Antica Et\u00e0 del Bronzo (XIV secolo a.C.) al periodo Medievale.<br \/>\nLe fortificazioni sono un\u2019inestimabile testimonianza della stratificazione storica nella regione armena: difatti, al contrario della tradizionale architettura militare del Caucaso Meridionale, in cui le diverse costruzioni si sovrappongono verticalmente, portando al deterioramento delle fascie pi\u00f9 antiche, lo sviluppo orizzontale delle cinte murarie offre una eccezionale prospettiva di analisi.<br \/>\nLa cinta pi\u00f9 interna apparterrebbe alla seconda met\u00e0 del secondo millennio a.C, mentre la quinta cinta fortificata sarebbe di epoca urartea (VII secolo a.C.). Quest\u2019ultima percorre 320 metri e racchiude un\u2019area di sette ettari, tra le pi\u00f9 grandi di questo periodo storico. Il progetto originale prevedeva mura e contrafforti (tipici della civilt\u00e0 urartea) intervallate da alte torri di avvistamento. L\u2019area circoscritta presenta abitazioni di diverse epoche, che accolgono forni, stalle e ceramiche.<br \/>\nIl progetto archeologico copre altres\u00ec la necropoli adiacente, composta da circa cinquemila tombe, segnate sul territorio da circonferenze di pietre disposte ordinatamente. Alcune di queste tombe assumono dimensioni significative, fino a raggiungere i 15 metri di diametro.<br \/>\nLa pi\u00f9 grande visionata \u00e8 circondata dall\u2019usuale disegno, arricchito da ulteriori cerchi concentrici di pietre fluviali, spostate nel sito appositamente per l\u2019uso funerario. Ai lati si trovano anche fosse che conservano i corredi funerari dei defunti, presumibilmente composti da ceramiche e sacrifici animali. Oltre ai numerosi resti catalogati dalla squadra di valenti archeologi ed archeologhe, la futura apertura di queste grandi tombe potrebbe svelare un patrimonio decisamente pi\u00f9 ampio. Equidistante dalla necropoli e dall\u2019abitato, si trova, poi, un altare rupestre di epoca protostorica, che presenta simboli religiosi legati al cosmo.<br \/>\nIl sito di Shamiram prende il nome dalla leggendaria regina assiro-babilonese Semiramide, il cui mito \u00e8 parte integrate delle tradizioni persiana, armena e greca. Le leggende armene raccontano che la regina, innamoratasi del re armeno Ara il Bello che l\u2019aveva rifiutata, diede inizio ad una campagna militare contro l\u2019Armenia, che poi vinse e che port\u00f2 all\u2019uccisione del re. Per evitare la collera dei sudditi che volevano vendicare il loro capo, Semiramide travest\u00ec il suo amante da Ara e convinse i nemici che gli dei lo avessero riportato in vita. Al di l\u00e0 del peculiare racconto mitico, la leggenda testimonia la rivalit\u00e0 tra l\u2019esercito assiro e l\u2019esercito urarteo tra il IX e il VII secolo a.C.<br \/>\nLa riscoperta e il restauro di questo straordinario patrimonio archeologico rappresenta un contributo di inestimabile valore alla ricostruzione della consapevolezza storica del Paese. Tale processo si fonda su una stretta collaborazione bilaterale, che riconosce nell\u2019Italia un interlocutore naturale e un partner privilegiato nel campo della ricerca archeologica e della conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell\u2019Armenia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u201911 giugno, l\u2019Ambasciatore Alessandro Ferranti si \u00e8 recato in visita presso il sito archeologico del complesso fortificato di Shamiram e della sua necropoli, tra il monte Ararat e il monte Aragats, nella regione armena di Aragatsotn. 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