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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

L'Italia è uno dei principali partner commerciali occidentali di Armenia.

I rapporti economico-commerciali bilaterali tra Italia e Armenia sono relativamente buoni, essendo stati in crescita fino a quando la crisi ha colpito i consumi del Paese. Con circa 150 milioni di euro di interscambio nel 2015, e con 105 milioni di euro di nostre esportazioni (soprattutto nei comparti tessile, agroalimentare, e macchinari) l'Italia resta uno dei principali fornitori occidentali dell'Armenia.
Peraltro per il 2016 i dati denotano un calo dell'interscambio, attestatosi nei primi cinque mesi su 47 milioni nei primi dieci mesi del 2016 l’interscambio commerciale con l’Armenia si è contratto del -12,0% (da 119,0 milioni di Euro dei primi dieci mesi del 2015 a 104,7 milioni di Euro). Le esportazioni italiane hanno registrato una contrazione del -14,8%, mentre le importazioni dall’Armenia del -1,8% (fonte ISTAT).
Migliorabile il flusso di IDE italiani in Armenia. Come quello di altri paesi, esso risente del clima generale, tuttora non sempre sufficientemente incentivante.
Il 14 settembre e' stato dato notizia della firma di un accordo di collaborazione Sace – Export Insurance Agency of Armenia destinato ad aumentare le opportunità di affari fra Italia ed Armenia.

Le Autorità armene perseguono ambiziosi obiettivi di sviluppo a medio e lungo termine. Anche per svincolarsi da talune tradizionali risorse quali l’estrazione mineraria, sono priorità del Governo la riabilitazione e lo sviluppo della rete autostradale e ferroviaria (lungo l’asse nord-sud), lo sviluppo dell’agricoltura, la promozione di settori ad alto valore aggiunto e basso costo di trasporto -quali le tecnologie dell’informazione o il settore farmaceutico-, lo sfruttamento del potenziale turistico, la realizzazione di una politica energetica piu’ diversificata e moderna (anche mediante l’efficienza energetica e la promozione delle fonti rinnovabili), la formazione professionale, industriale e tecnologica; la creazione di “business centers”; lo sviluppo infine di altri settori quali, ad esempio, la sanita`  e altri ancora.
L’ingresso dell’Armenia nell’Unione Euroasiatica comprendente Federazione Russa, Kazakhstan e Bielorussia dovrebbe rendere il paese interessante per eventuali investimenti diretti da parte di Paesi terzi desiderosi di accedere al mercato dell’Unione.
A partire dal 2014 l’economia armena ha subito un rallentamento, esito combinato del rallentamento russo (aggravato dalla forte svalutazione del rublo) e della debole crescita in Europa.
Cio’ premesso i rapporti economico-commerciali bilaterali tra Italia e Armenia sono buoni ed in costante crescita.
A fine 2013 l'interscambio commerciale tra Italia e Armenia ammontava a 131,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 133,3 milioni del 2012. Secondo questo Ministero dell’Economia, nel 2014 esso ha raggiunto i 214.5 milioni di dollari. Peraltro, il saldo commerciale bilaterale resta fortemente sbilanciato a nostro favore.
Le esportazioni italiane verso l’Armenia sono costituite principalmente da prodotti tessili e calzaturieri, macchine e apparecchi meccanici, mobili. Le importazioni italiane dall’Armenia sono costituite da prodotti tessili, filati, indumenti e prodotti in cuoio.


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